Menu

A+ A A-

Presentazione del Moderatore

L'Istituto Superiore di Scienze Religiose intitolato al mio predecessore, di venerata memoria, "Mons. Mario Sturzo", che succede al precedente Istituto sponsorizzato dalla Università della Santa Croce di Roma con due sezioni (a Gela e a Piazza Armerina), è stato eretto a Piazza Armerina dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica con lettera del 12 maggio 2007, in collegamento accademico con la Facoltà Teologica di Sicilia "San Giovanni Evangelista" di Palermo. In Italia attualmente esistono 74 ISSR di cui 5 in Sicilia (Palermo, Catania, Messina, Siracusa e Piazza Armerina).

La scelta della nostra Diocesi era stata approvata a suo tempo dalla Conferenza Episcopale Siciliana tenendo presente la tradizione culturale della città di Piazza Armerina "città degli studi" della Sicilia centrale, la presenza ad Enna della libera Università Kore che è la quarta università della Sicilia e la presenza di Facoltà universitarie a Piazza Armerina e a Gela. Considerato che i nostri seminaristi compiono i loro studi accademici presso la Facoltà Teologica di Sicilia di Palermo si è ritenuto opportuno non privare di una istituzione accademica rivolta ai fedeli laici, ai membri degli istituti di vita consacrata e agli aspiranti ai ministeri istituiti (lettorato e accolitato) e al diaconato permanente.

Con il Concilio Ecumenico Vaticano II si è intensificato tra i fedeli laici un vivo interesse per lo studio della Teologia e di altre scienze sacre, per arricchire con esse la propria vita cristiana, essere capaci di dare ragione della propria fede (cf. 1 Pt 3, 15) ed esercitare fruttuosamente l'apostolato.

Il decreto conciliare Gravissimum educationis ha raccomandato vivamente di sviluppare le Università e le Facoltà cattoliche non solo per gli ecclesiastici, ma anche per formare uomini veramente insigni nel sapere e preparati a svolgere compiti impegnativi nella società (cf. n. 10).

Nel periodo post-conciliare ha assunto una crescente importanza nella Chiesa la necessità di curare un'adeguata formazione dei fedeli laici, con modalità specifiche" tenendo presenti le prospettive della nuova evangelizzazione, le sfide provocate dal pluralismo religioso e dai processi interculturali, la necessità di una riqualificazione della catechesi nelle parrocchie e dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, le esigenze legate all’espandersi dei mass-media, l’urgenza di individuare adeguati percorsi formativi per nuove professioni sociali e assistenziali.

Tra le iniziative create per rispondere a tale esigenza, vanno annoverati gli Istituti Superiori di Scienze Religiose, che sono stati introdotti nel sistema educativo della Chiesa, soprattutto, per preparare i futuri insegnanti di religione nelle scuole e, tramite la Facoltà Teologica "sponsorizzante", rilasciavano alla fine di un curricolo di studi il Diploma di Magistero in Scienze Religiose, un titolo accademico diverso da quelli contemplati nella Cost. Ap. Sapientia christiana (15 aprile 1979), che concerne le Facoltà Ecclesiastiche.

Con l'avvio del "Processo di Bologna", in molti paesi sono state riviste le leggi relative al conseguimento dei titoli professionali per accedere all'insegnamento nei diversi gradi di scuola.

In questa situazione, la Congregazione per l'Educazione Cattolica ha progettato di rivedere la precedente Normativa, redigendo una nuova Istruzione sugli ISSR.

Gli ISSR, hanno "lo scopo di: promuovere la formazione religiosa dei laici e delle persone consacrate, per una loro più cosciente e attiva partecipazione ai compiti di evangelizzazione nel mondo attuale, favorendo anche l'assunzione di impieghi professionali nella vita ecclesiale e nell'animazione cristiana della società; preparare i candidati ai vari ministeri laicali e servizi ecclesiali; qualificare i docenti di religione nelle scuole di ogni ordine e grado, eccettuate le Istituzioni di livello universitario" (Introduzione n. 3).

La durata degli studi degli ISSR è ora di cinque anni, strutturati in due cicli: un primo ciclo di tre anni, al termine del quale si consegue il Baccalaureato in Scienze Religiose e un secondo ciclo di due anni, al termine del quale si consegue la Licenza in Scienze Religiose (cf. art. 23). Per l'Istituto di Piazza Armerina è stato approvato il triennio.

È da augurarsi che questi Istituti possano contribuire efficacemente ad aumentare la cultura religiosa dei fedeli, ma ciò non dipende tanto dal loro numero, bensì specialmente dalla loro qualità e dalla loro capacità di individuare adeguatamente quali sono i veri bisogni dei fedeli, ai quali detti Istituti sono chiamati a rispondere, per poter far crescere veramente, in spirito e verità, il Corpo Mistico di Cristo.

L’aver intitolato il precedente e il nuovo ISSR a Mons. Mario Sturzo vuole essere un segno di omaggio e riconoscenza per questo grande vescovo che ha servito la nostra diocesi dal 1903 al 1941 distinguendosi per una levatura culturale non comune e per la serietà degli studi che egli voleva che caratterizzasse i futuri ministri della Chiesa.

Dopo un anno del suo ingresso in diocesi nel 1904 pubblicò una lettera pastorale dal titolo Il Seminario nella quale propone una nuova e severa Ratio Studiorum.

Ebbe viva la vocazione agli studi filosofici e tentò di rinnovare la filosofia scolastica confrontandosi criticamente con alcuni tra i principali esponenti della filosofia occidentale e opponendosi al positivismo e all’idealismo. Dal 1915 collaborò alla "Rivista di Filosofia Neoscolastica" e nel 1927 fondò la "Rivista di autoformazione" che durò fino al 1930.

Saluto l'inizio dei questo nuovo ISSR "Mario Sturzo" augurando al corpo docente e agli alunni buon anno accademico spronati dall'esempio di un così grande pastore e studioso quale fu il mio predecessore Mario Sturzo.

Il Moderatore
Mons. Michele Pennisi
Vescovo di Piazza Armerina

 

INFORMATIVA: Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.